Perché misurare e non solo osservare
Il film lacrimale è composto da uno strato acquoso e da uno strato lipidico prodotto dalle ghiandole di Meibomio palpebrali. Un occhio può essere secco perché produce poche lacrime, oppure perché le lacrime evaporano troppo in fretta per una carenza dello strato lipidico: la seconda forma, legata alla disfunzione delle ghiandole, è la più frequente.
I sintomi sono simili nelle due situazioni, ma il trattamento no. Gli esami strumentali distinguono i meccanismi e forniscono valori numerici da confrontare nel tempo per verificare se la terapia sta funzionando.
Gli esami che si eseguono
- Tempo di rottura del film lacrimale (NIBUT): misura senza colorante quanti secondi il film resta integro dopo il battito
- Meibografia: fotografa le ghiandole di Meibomio a luce infrarossa e ne documenta l’atrofia
- Altezza del menisco lacrimale: quantifica la riserva di lacrime nel bordo palpebrale
- Analisi dello strato lipidico e della stabilità del film durante il battito
- Valutazione dell’infiammazione della superficie oculare
- Test con coloranti vitali, durante la visita, per riconoscere le sofferenze di cornea e congiuntiva
Come si svolge
Gli esami durano complessivamente pochi minuti e nella maggior parte dei casi non prevedono contatto con l’occhio né somministrazione di collirî. Si guarda una mira e si batte normalmente le palpebre quando indicato.
Due accorgimenti migliorano l’attendibilità: presentarsi senza trucco sul bordo palpebrale ed evitare, quando possibile, l’uso di lacrime artificiali nelle ore che precedono l’esame. Chi porta lenti a contatto dovrebbe sospenderle il giorno dell’appuntamento.
Dal referto alla terapia
I risultati indirizzano scelte concrete: sostituti lacrimali con composizione diversa a seconda dello strato carente, igiene palpebrale, integrazione, terapie antinfiammatorie nei quadri più marcati, oppure trattamenti strumentali delle ghiandole di Meibomio come EYE-LIGHT nelle disfunzioni evaporative. La pagina dedicata all’occhio secco descrive le opzioni nel dettaglio.
Questi esami sono utili anche prima di un intervento: una superficie oculare non compensata altera le misure per il calcolo della lente intraoculare nella cataratta e peggiora il comfort postoperatorio. Trattarla prima migliora il risultato.
